Ispra: crescono i rifiuti urbani prodotti, la raccolta differenziata e i costi di gestione. Si allarga la «forbice tra percentuale di raccolta differenziata e tassi di riciclaggio»

testo tratto da greenreport.it del 31 ottobre 2017
«Nel complesso si riscontra – osserva l’Ispra – una sostanziale assenza di disaccoppiamento tra produzione dei rifiuti e indicatori socio-economici». Un’osservazione che, ricordiamo, riguarda i rifiuti urbani; per quanto riguarda i rifiuti speciali (che sono oltre il quadruplo, 132,4 milioni di tonnellate nel 2015), i dati Ispra mostrano una crescita tre volte più veloce rispetto a quella del Pil).

Amianto, altri 5mila siti nella lista nera. Edifici, impianti idrici, ex industrie: l’elenco dei luoghi contaminati in Lombardia nel 2017 è salito a 205mila. I sindacati: bisogna fare di più per le bonifiche. La Regione: nel 97% dei casi non ci sono problemi sanitari.

testo tratto da La Repubblica del 30 ottobre 2017

OGNI volta che si eseguono lavori di ristrutturazione di un edificio o di un complesso industriale costruiti prima degli anni Novanta è facile trovarlo. Così come nelle tubature, negli isolamenti delle caldaie, lungo le massicciate ferroviarie, negli impianti idrici. Ecco perché in Lombardia i siti contenenti amianto censiti sono in continuo aumento, a fronte di bonifiche e smaltimenti che crescono a ritmo insufficiente.

Riciclo in Europa: tassi record per gli imballaggi in acciaio (77,5%) e per le lattine per bevande in allumino (71%). I risultati raggiunti sono stati comunicati da Metal Packaging Europe nell’ambito della Smithers Pira Sustainability in Packaging Europe Conference di Barcellona.

testo tratto da ecodallecitta.it del 26 ottobre 2017

Gli imballaggi metallici sono i leader quando si parla di riciclo. Gli imballaggi in acciaio hanno raggiunto il tasso record del 78% dell’immesso al consumo, e le lattine in alluminio per bevande – a quota 71% – sono state certificate come i contenitori per bevande più riciclati al mondo.

Stonethica: la pietra composta al 99% da scarti di lavorazione del marmo.

testo tratto da architetturaecosostenibile.it del 25 ottobre 2017

Quello degli scarti di lavorazione del marmo è un problema sempre più stringente: l’attività estrattiva raggiunge numeri elevatissimi in tutto il mondo. A confermarlo è il ventottesimo rapporto annuale pubblicato da MarmoNews, per cui sono 300 milioni le tonnellate di marmo estratte nel solo 2015. Tale documento pone particolare accento sulla questione del riutilizzo degli scarti di lavorazione della pietra naturale definendola