Livorno, ecco come sono gestiti i rifiuti post-alluvione. La sinergia tra impianti del territorio (Lonzi e Scapigliato) permette di operare in modo sostenibile, e avviare a riciclo il 25-30% dei materiali conferiti.

testo tratto da grrenreport.it del 25 settembre 2017

Il 10 settembre per Livorno resterà per sempre una data tragica. L’alluvione che ha disastrato interi quartieri della città e ucciso otto persone, lasciandone tantissime altre senza una casa, non dovrà mai essere dimenticata. Fondamentale è ora saper gestire il dopo, superare l’emergenza e porre le basi per far sì che anche in caso di condizioni climatiche (sempre meno) “eccezionali” si sia in grado di affrontarle nel migliore dei modi possibili: un aspetto entro il quale rientra appieno anche la gestione dell’ingente quantità di rifiuti che si vengono a creare in seguito a una calamità naturale.

Nel post-alluvione a Livorno tutti avranno notato la quantità di rifiuti che si sono dovuti

Decolla la missione ‘riciclato’ «Macché rifiuto, è una risorsa». Altre 80 aziende coinvolte: ora la scommessa è il nuovo brand.

testo tratto da La Nazione del 22 settembre 2017

DOVE non arriva l’Unione Industriale, arriva As.Tr.i. Da oggi con l’appoggio di Cardato Riciclato Pratese, il gruppo di aziende che fino allo scorso anno era main sponsor del Prato Calcio e che ha deciso di scendere in campo in difesa della filiera pratese appoggiando l’associazione tessile riciclato italiana (As.Tr.i).

Rifiuti, interviene RIMateria. «Così il nostro progetto inizia a dare risultati»

testo tratto da Il Tirreno del 22 settembre 2017

PIOMBINO Nel dibattito sui rifiuti, incentrato soprattutto sul tema della “trasferenza”, cioè il parcheggio della spazzatura a Ischia di Crociano in attesa del trasferimento agli impianti, secondo quanto previsto dal piano regionale, interviene anche Rimateria. E lo fa chiarendo cosa sta facendo e cosa ha fatto dall’inizio del mandato.

Il Consiglio nazionale dei chimici interviene al Remtech Expo di Ferrara. In Italia oltre 20mila siti contaminati: 2.200 kmq di Sin, per l’80% in attesa di bonifiche. «Difficile avere un quadro generale, sostanziale incomunicabilità tra le regioni e tra regioni e ministero dell’Ambiente».

testo tratto da greenreport.it del 22 settembre 2017

Oggi in Italia le aree inquinate che necessiterebbero di impellenti bonifiche sono moltissime, eppure è importante precisare che la definizione di “sito contaminato” è tecnica e giuridica, che spazia dal semplice incidente stradale alla grande contaminazione di origine industriale. «Per questo – spiega oggi il Consiglio nazionale dei chimici, intervenendo all’importante kermesse di settore Remtech Expo, a Ferrara – avere un quadro generale è difficile e la fotografia della situazione italiana risulta molto frammentaria e disomogenea.